giovedì 20 settembre 2007

Aziende familiari: passaggio generazionale e gestione dei sentimenti

Il problema del passaggio generazionale riguarda una enorme quota di imprese in tutti i maggiori sistemi economici, dall’Italia alla Spagna, all’India.

Le aziende familiari sono la forma d’impresa più comune in quasi tutti i paesi del mondo, dall’America Latina, al Medio Oriente, dall’ Asia all’Europa: secondo il Family Firm Institute, rappresentano una percentuale che va dall’80% al 90% del totale (in Italia ci attestiamo sull’83%). Alcune sono gigantesche (basti pensare alla WalMart, che è in assoluto la più grande azienda del pianeta), ma mediamente tendono ad essere piccole, anche perché il tasso di mortalità è molto alto: si stima che solo il 20% delle aziende familiari sopravvive al primo ricambio generazionale.

I fallimenti in molti casi sono del tutto indipendenti dal business, e molto legati ai difficili rapporti che si instaurano tra i membri della famiglia. Quello delle psicodinamiche familiari è un problema così serio da aver suggerito all’Imd, la business school di Losanna, una soluzione ad hoc: "Riuniamo per qualche giorno tutta la famiglia in un’aula, nuore e generi compresi (in alcuni casi siamo arrivati a mettere insieme fino a settanta parenti), per discutere e studiare insieme un progetto d’impresa condiviso, cercando risolvere gli inevitabili conflitti e le naturali resistenze che tipicamente frenano lo sviluppo delle imprese familiari. Qui il docente finisce per svolgere un ruolo che definiamo di ‘Ceo’, Chief Emotional Officer", spiega Joachim Schwass, direttore del Family Business Center dell’Imd.

Ma a parte le emozioni, il vero nodo è nella capacità della proprietà di capire fino a che punto sia giusto che la famiglia venga direttamente impegnata nell’attività gestionale. "Pensando all’Italia, ci sono due raccomandazioni che vorrei fare – ha detto John Ward, della Kellogg School of Management di Chicago, intervenendo in un recente convegno dell’Associazione Italiana Aziende Familiari – Primo: garantire un vertice indipendente, con un giusto bilanciamento tra parenti e professionisti: i nonfamiliari dovrebbero essere almeno la metà (per le grandi), se non i due terzi (per le Pmi) del consiglio di amministrazione. Secondo: incoraggiare le nuove generazioni a studiare il più possibile, a rafforzarsi anche con esperienze di lavoro esterne prima di intraprendere la propria carriera nell’azienda familiare". A monte di tutto, però, secondo John Davis di Harvard, deve esserci un leader capace di tenere a bada la propria innata resistenza a lasciare il campo, per fare in modo che la successione possa avvenire sul serio. "Ma l’intenzione di passere il testimone da sola non basta perché spesso il fondatore tende a imporre al figlio un management e una impostazione imprenditoriale del tutto identica alla sua – conferma Massimo della Porta, amministratore delegato di Saes Getters (azienda italiana solidamente radicata in un settore mondiale dell’hitech complesso come quello dei materiali innovativi) – Con mio padre sono stato estremamente fortunato, perché lui ha sempre avuto un atteggiamento illuminato sull’argomento".

Che il tema abbia un rilievo importante è testimoniato anche dalla quantità e qualità dei programmi specifici sul family business offerti da diverse dalle maggiori business school: a Londra c’è la Cass che ospita studentiimprenditori provenienti da 42 diversi paesi (in particolare l’India dove le aziende familiari sono il 95%) con l’obiettivo di aiutarli a realizzare il salto generazionale grazie a un processo di innovazione che non faccia perdere all’azienda il dna originario; in Francia l’Insead di Fontainebleau, che offre corsi ad hoc in previsione del ricambio che nei prossimi anni colpirà massicciamente centinaia di realtà imprenditoriali francesi, e anche l’Essec di Cergy; in Spagna c’è la Iese di Barcellona, che per prima in Europa ha creato una cattedra di Family Business. In Italia la Sda Bocconi offre il programma "Di padre in figlio" (ne sono già state organizzate 16 edizioni), mentre il 1819 ottobre, presso l’Università Cattolica di Milano, si terrà il 30° Convegno Annuale Aidea Accademia Italiana di Economia Aziendale, dal titolo "Dinamiche di sviluppo e di internazionalizzazione del Family Business".

Che si faccia in Italia o all’estero la formazione è comunque un buon investimento, perché chi trova la giusta formula imprenditoriale può far durare la propria aziende molto a lungo; al riguardo è bene ricordare che nel club Hénokiens, che raccoglie le aziende di proprietà della stessa famiglia da più di 200 anni, ci sono attualmente 33 soci di cui quasi la metà italiani.

di Carlo Alberto Pratesi

L'ultima testimonianza di uno dei più noti consulenti italiani di Management, Dott. Franco D'Egidio

Franco D'Egidio nato a Milano nel 1941 è scomparso prematuramente il 1 agosto 2007. Era Amministratore Delegato del Gruppo Summit, oltre che uno dei più noti consulenti italiani di Management.
L'intervista rilasciata per Hamleto.it pochi giorni prima della sua scomparsa rappresenta l'ultima testimonianza della sua esperienza e professionalità nell’ambito della consulenza e formazione manageriale.

1. Summit è attiva nel mondo della consulenza e formazione per il management dal 1982. Cosa è cambiato o meglio come si è sviluppata in questi 25 anni nello svolgimento della sua attività?

Summit già nel suo anno di fondazione, 1982, si è da subito impegnata nel proporre al management italiano approcci e metodologie altamente innovative, per lo sviluppo manageriale.
In questo ambito il precursore fu il corso Time Manager, un corso che presto diviene un “cult” con oltre 120.000 partecipanti a tutt’oggi. Nel ’83 introduce in Italia il seminario Putting People First (PPF) incentrato sull’eccellenza del servizio. Una proposta senza precedenti per originalità di contenuti e modalità di erogazione. Il PPF ha assicurato il successo del turn around della British Airways ed è stato introdotto nelle migliori compagnie aeree del mondo e nell’automotive, per citarne alcune: Singapore Airline, Lufthansa, Audi-Volkswagen, Fiat e Toyota. Anche le migliori banche hanno utilizzato il PPF come leva principale per lo sviluppo del servizio.
Nel ’88 viene pubblicato il “Global Service Management”, poi riproposto negli Stati Uniti nel ’89 con il titolo “The Service Era”.
Summit, sempre pioniere per concetti e approcci mette a punto nel ’90 una modalità altamente efficace definita “Ispiring & Leading Change” e pubblica nello stesso anno “Change Management”.
Nel ’91 introduce l’approccio di Soft Consultancy “Envisioning Process” e relativa pubblicazione del testo “Vision & Leadership”.
Nel ’92 viene lanciato con grande successo un intervento fondamentale per lo sviluppo della qualità: l’intervento “Personal Quality”. Infatti, la Qualità Personale è il requisito di base per ogni altro tipo di Qualità.
Nel ’95 c’è l’avvio del gruppo di ricerca che sviluppa il nuovo concetto di Vitalità d’Impresa e relativo strumento di misurazione definito “Early Warning Decision System”. Viene quindi pubblicato il testo “Vitalità d’Impresa”. Negli anni successivi viene proposto il Vision Deployment integrato con l’Envisionig Process. La modalità assicura un forte allineamento di tutta l’organizzazione con le strategie aziendali. Nel ’99 realizza per Brembo il Bilancio dell’Intangibile, il primo del mondo nel manufacturing.
Summit organizza altresì diverse conferenze internazionali sul tema degli intagibles e dello sviluppo del Capitale Intellettuale. Entra così nell’advisory board del progetto comunità europea di PRISM. Nel 2003 viene pubblicato “La nuova bussola del Manager” che rappresenta la “summa” del pensiero di Summit. Viene quindi costituita la Summit IMM, società di misurazione e gestione degli intangibles.
Infine viene sviluppata una metodologia per rinforzare il valore del brand. Sempre animata dal desiderio di essere precorritrice, Summit sviluppa l’approccio degli intangibili di terza generazione e viene quindi incaricata dalla Borsa Italiana di realizzare la ricerca sul valore degli intangibles del segmento Star.

2. Parliamo della categoria “Studenti-Manager”: chi sono nello specifico i soggetti a cui si rivolge la vostra consulenza e formazione?

Summit si rivolge sia al vertice aziendale sia al management con le sue attività di consulenza e formazione, perfettamente integrate. La modalità d’aula è altamente interattiva e ricorre alla narrazione, alle immagini, alle analogie e alle metafore. Questo permette a Summit di coinvolgere efficacemente anche il personale operativo.

3. Oltre ad essere Amministratore Delegato di Summit Lei ha iniziato la Sua esperienza nel marketing, è “Key note speaker" a livello europeo ed internazionale, professore, nonché autore di tanti testi di Management, ci dica qualcosa della Sua esperienza professionale, di come, secondo Lei, si è evoluto il mondo della formazione in Italia,in rapporto anche con l’estero?

Il mondo della formazione in Italia ha avuto una notevole evoluzione. In proposito, Asfor e Aidp, hanno fornito un contributo strategico in questa direzione. L’aspetto critico del mondo della formazione italiana rispetto a paesi più evoluti, quali Stati Uniti, area Scandinava a cui seguono Francia e Germania, sta nel fatto che la proposta formativa è ipertrofica e frammentata. Va detto che paradossalmente l’eccesso dell’offerta ha contribuito allo scadimento dei livelli qualitativi. In altre parole viene proposto di tutto e di più, non solo, gran parte degli interventi non trovano alcun collegamento con gli indirizzi strategici aziendali e in particolare con le strategie di sviluppo del Capitale Intellettuale.

4. Quale dote viene richiesta oggi, secondo lei, ad un professionista, manager o direttore aziendale per avere successo nel suo lavoro. La formazione e l’aggiornamento continuo devono fare parte di un programma di carriera?

Indubbiamente la forte tensione all’apprendimento continuo congiuntamente ad una propensione elevata al cambiamento. Infatti, in assenza di entrambi non c’è crescita.

5. Guardiamo dall’altra parte…cosa dovrebbe offrire oggi una Società di Formazione Manageriale o una Business School, per diventare un punto di riferimento per professionisti e quadri qualificati? Quali prerogative ha, nello specifico, Summit?

L’offerta deve essere ricca di contenuti e fortemente contestualizzata con gli scenari di riferimento e con la realtà aziendale. Naturalmente anche la modalità ha il suo peso e deve essere costantemente all’avanguardia. Un altro aspetto importante della formazione manageriale è soprattutto quello di avere un respiro globale e di essere il risultato di una forte interazione con diverse scuole, discipline e saperi. Infatti, solo da una forte interazione scaturiscono proposte di elevato valore.

6. Vista la Sua esperienza nella comunicazione, cosa ne pensa di un portale come Hamleto.it, che ha come obiettivo la divulgazione dell’offerta di formazione manageriale e l’incontro con la domanda? Cosa apprezza/critica del portale?

Ottima iniziativa per un efficace incontro tra domanda e offerta. Colgo l’occasione per suggerire, al fine di dare un contributo di alto valore, di operare in modo selettivo ovvero è cruciale che ogni società che desidera accedere al Vostro portale deve rispondere a precisi requisiti di qualità e affidabilità. Riscontro inoltre buona navigabilità e interfaccia con l’utente e immediatezza nel servizio. Per quanto concerne le aree di miglioramento, il portale deve essere un più intuitivo ed ispirarsi a concetti di massima semplicità.

Chi era Franco D'Egidio

Il Wall Street Journal: la Bocconi meglio di Harvard

Bocconi 17, Harvard 21 quanto emerso da una classifica stilata dal Wall Street Journal sui migliori Master of Business Administration (Mba).

Il giornale americano ha interpellato 4.430 selezionatori internazionali, ai quali ha chiesto di valutare, secondo 21 parametri, le scuole dalle quali assumono. Ad essere premiata la Sda Bocconi di Milano, collocata al numero 17 (più quattro posizioni) al mondo e al numero 8 (più una posizione) in Europa, tra le migliori 'business school' con forte proiezione internazionale. "Scalare quattro posizioni fa certamente piacere", ha sostenuto il direttore della Sda Bocconi, Alberto Grando, "ma il dato realmente importante è la continua presenza del nostro programma, in posizioni lusinghiere, in classifiche che utilizzano parametri diversi", ha aggiunto. "Il nostro Mba- ha concluso il direttore- si conferma, così, un programma davvero completo".

Tra le caratteristiche che i selezionatori hanno indicato come più importanti: le abilità interpersonali e di comunicazione, l'orientamento al lavoro di gruppo, l'integrità personale, le capacità analitiche e di problem solving e una forte etica del lavoro.
Capacità in cui gli studenti della Bocconi hanno battutto quelli di Harvard.

La classifica completa:

1. Esade (Spa)
2. Imd (Svi)
3. London Business School (Gb)
4. Ipade (Mex)
5. Mit (Usa)
6. Columbia University (Usa)
7. Essec (Fra)
8. Tecnologico de Monterrey (Mex)
9. Hec Paris (Fra)
10. Thunderbird (Usa)
11. York University - Schulich (Can)
12. University of Western Ontario - Ivey (Can)
13. University of Chicago (Usa)
14. Instituto de Empresa (Spa)
15. Insead (Fra)
16. University of Pennsylvania - Wharton (Usa)
17. Sda Bocconi (Ita)
18. Erasmus Rotterdam (Ned)
19. Iese (Spa)
20. Northwestern University - Kellogg (Usa)
21. Harvard University (Usa)
22. New York University - Stern (Usa)
23. University of Oxford - Said (Gb)
24. University of Toronto - Rotman (Can)
25. Stanford University (Usa)

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Il Financial Times classifica Torino campus di eccellenza per la formazione manageriale di alto livello

Il Master Grande Ecole della ESCP-EAP si classifica quarto migliore Master in Management d’Europa. La ESCP-EAP, presente in Europa con 5 campus Parigi, Londra, Berlino, Madrid e Torino, l’unica sede italiana, anche quest’anno si distingue nel panorama nazionale ed europeo delle business school.

Il 17 Settembre 2007 il Financial Times ha pubblicato il ranking dei Masters in Management: il rapporto annuale che valuta i migliori programmi pre-esperienza lavorativa.

Il Master in Management/Master Grande Ecole (articolato secondo il modello educativo francese delle Grande Ecoles*) della ESCP-EAP si classifica al quarto posto, consolidandosi ai vertici europei.Come da precedenti edizioni, continua il predominio del modello educativo francese: sei le scuole d’oltralpe nelle prime otto posizioni.

ESCP-EAP, più antica Grande Ecole fondata dalla camera di Commercio di Parigi, è l’unica presente in classifica con un proprio campus in Italia, a Torino.ESCP-EAP eccelle nella categoria di Top salaries in Finance e in Consultancy. Ma non solo. ESCP-EAP si distingue anche per il “Career Rank”, la speciale classifica che esamina la “rapidità di carriera” e per il “Placement”: il 93% degli studenti è assunto entro tre mesi dal termine del master, dato rafforzato dalla percentuale piena (100%) ottenuta sul parametro “Company Internship”: ogni anno gli studenti MiM/MGE hanno la certezza di ottenere uno stage presso aziende di tutta Europa, dato rilevante sul mercato del lavoro attuale in Italia.

Negli anni, la ESCP-EAP ha instaurato una forte presenza in Italia, così come nel resto d’Europa. Quest’anno in particolare è cresciuto sensibilmente il numero degli studenti provenienti da tutta Italia. Dei 150 posti disponibili in tutta Europa, sono 69 gli studenti selezionati dal campus di Torino, sulle oltre 300 richieste di partecipazione.
Il quarto anno accademico del campus di Torino è partito lunedì 17 settembre. E’ composto da 43 iscritti al percorso per l’ottenimento della Laurea Magistrale in Economia, e 8 che concluderanno il terzo anno presso il campus italiano per l’ottenimento della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

Il MASTER IN MANAGEMENT/GRANDE ECOLE PROGRAMMEIl MiM/MGE, Master in Management/Grande Ecole programme, è un programma di formazione manageriale che si svolge in classi multinazionali, in tre anni, in tre lingue diverse: quelle dei tre Paesi in cui lo studente sceglie di svolgere il programma, fra i 5 campus ESCP-EAP di Torino, Parigi, Londra, Madrid e Berlino. E’ un master dedicato a studenti universitari che abbiano terminato almeno il secondo anno di qualsiasi facoltà o laureati di I livello in Ingegneria.
Oltre al titolo di Master, permette di ottenere fino a 3 titoli di Laurea europei, a seconda della provenienza dei precedenti studi: la Laurea Magistrale italiana in Economia Aziendale o in Ingegneria Gestionale e, a seconda del percorso estero prescelto, i diplomi stranieri Diplôme Grande Ecole, Diplom-Kaufmann/Frau, European MSc in Management e Master en Administración y Dirección de Empresas.Il successo del MiM/MGE è dato in particolare dal livello di salario percepito, criterio che più pesa (20%) sulla valutazione totale del Financial Times e dalla valutazione degli Alumni delle varie business school (sono 27.000 gli ex allievi della ESCP-EAP nel mondo).
A tre anni di distanza dal termine del programma, gli ex-allievi del MiM/MGE sono fra i titolari di master con gli stipendi medi (misurati sui diversi settori di impiego) più alti d’Europa: circa 52.000 euro all’anno, specialmente cospicui nei settori finanza, consulenza e industriaESCP-EAP è presente nelle valutazioni degli ex allievi nelle sottocategorie del Financial Times ranking per: best in international business, best in finance, best in marketing.Tali risultati sono resi possibili, oltre che dalle caratteristiche individuali dei singoli e dall’eccellenza didattica, dall’immagine d’eccellenza della scuola nel contesto internazionale.
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La ESCP-EAP è una delle più rinomate business school a livello internazionale. Con 5 sedi in Europa - Parigi, Londra, Madrid, Berlino e Torino - è custode di un modello educativo unico al mondo per preparare ad una carriera internazionale nel management.Nella classifica globale delle top European Business School stilata da Financial Times si aggiudica quest’anno il 1° posto in Italia, il 6° in Europa: 1a per Master in Management pre-esperienza (4a in Europa), 1a per Executive MBA, fra le prime al mondo per executive programmes.Dal 2004 è presente a Torino, grazie al supporto della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Torino, la Chambre de Commerce et d’Industrie de Paris, la Camera di Commercio di Torino, la Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRT, ITP Invest in Turin and Piedmont, l’Unione Industriale ed il Comune di Torino.L'offerta formativa - accreditata EQUIS, AACSB ed AMBA - comprende: master pre-esperienza lavorativa MiM e MEB, programmi executive per le aziende (open enrolment e custom), MBA e Ph.D.

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mercoledì 12 settembre 2007

Imprenditoria Femminile: Convegno Confindustria

“Leadership al femminile”, questo il tema dell’incontro che si svolgera’ domani alle 14.30 presso la sede di Confindustria Bari.

Il focus group di Bari costituisce la settima tappa del Management Forum, osservatorio di ricerca permanente promosso da Fondirigenti e finalizzato allo studio, l’analisi e la definizione del modello manageriale italiano.

In Italia i dirigenti delle aziende Industriali sono 82 mila e il 95% sono uomini: il numero delle donne che occupano posizioni di elevata responsabilita’ all’interno delle imprese, pari al 5%, e’ ancora oggi tra i piu’ bassi d’Europa. La piccola truppa di dirigenti donne ha un’eta’ media di 45 anni, una laurea e almeno 20 anni di lavoro alle spalle, per gli uomini l’eta’ media sale a cinquanta anni, solo il 62% possiede una laurea.
Altre disparita’ si registrano nella retribuzione media dei dirigenti pari a 95mila euro lordi l’anno, per gli uomini, e 85mila euro per le donne (dati Federmanager).

Il focus group di Bari vuole indagare sulle caratteristiche quali-quantitativo della leadership al femminile, evidenziando anche eventuali differenze fra i diversi stili di management. Gli studi hanno evidenziato ad esempio, a manager e imprenditrici donne, maggiori competenze di tipo comunicativo e relazionale, che permettono di dirimere i conflitti e smussare le divergenze, e una maggiore capacita’ di fare “squadra” e di adottare modelli organizzativi flessibili e innovativi. I risultati dell’incontro di Bari entreranno a far parte del Rapporto sul Management in Italia che sara’ presentato a fine anno, con l’obiettivo di “individuare, all’interno di un possibile modello italiano di management, i meccanismi di sviluppo professionale, attraverso i quali le capacita’ di leadership e le esperienze di successo possano essere valorizzate e replicate” come sottolinea Giuseppe Perrone, presidente di Fondirigenti.

Al focus parteciperanno: Rita Santarelli, Direttore Capitale Umano Confindustria Nazionale, Margherita Mastromauro, Vice Presidente Confindustria Bari, Luciano Anelli Federmanager Puglia, Pietro Fiorentino, Direttore Fondirigenti, Costanza Patti, A.D. SFC Confindustria, Elisa Capozzi SPEGEA Business School, insieme a Imprenditrici e Manager del territorio. Coordinera’ il dibattito: Marcella Corsi, Docente di Economia Universita’ di Roma “La Sapienza”

Blog, un valido strumento di comunicazione per imprese ed istituzioni

Una recente ricerca intitolata “The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0" e commissionata dall'Ibm Center for The Business of Government, ha inteso indagare come e quanto le tecnologie per la distribuzione di contenuti autoprodotti (blog, social network, wiki) influiscano sulle strategie di comunicazione di pubblica amministrazione e imprese. Il successo del blog è un fenomeno che ormai non fa più notizia.
Questo moderno strumento di comunicazione è nato e si è diffuso rapidamente tra utenti che amano generare contenuti per condividere conoscenza ed informazioni con un numero enorme di persone. Ma sono strumenti di appannaggio degli utenti che si collegano da casa e si scambiano informazioni di carattere privato.
Sono invece ancora tutte da verificare le potenzialità e l'impatto che il blog può avere nel mondo delle imprese, non tanto per i produttori di nuove tecnologie, quanto per il gran numero di potenziali utilizzatori che vi lavorano.
Una recente ricerca intitolata “The Blogging Revolution: Government in the Age of Web 2.0" e commissionata al professor David Wyld Maurin (docente alla Southeastern Louisiana University) dall'Ibm Center for The Business of Government, ha inteso indagare come e quanto le tecnologie per la distribuzione di contenuti autoprodotti (blog, social network, wiki) influiscano sulle strategie di comunicazione di pubblica amministrazione e imprese.
La ricerca ha evidenziato dati interessanti, tra cui il crescente numero di manager che utilizza il blog per comunicare con dipendenti, clienti e utenti. E mentre c'è chi mette in dubbio la validità delle tradizionali catene di comando nella diffusione e condivisione di know how e conoscenza in modo rapido ed efficiente, il blog sembra aprire nuove prospettive nella comunicazione aziendale. Ne è convinto anche il generale James Cartwright, capo dello U.S. Strategic Command, che invita i subordinati a usare i blog per scambiare informazioni dove e quando servono, senza passare attraverso le vie gerarchiche ufficiali. Le imprese iniziano a guardare con attenzione a questi moderni strumenti di comunicazione, per così dire, orizzontale. "È vero che le tecnologie del Web 2.0 sono ormai una realtà strutturata, una miniera di competenze e professionalità - dice Gianfranco Previtera, responsabile per il mercato della pubblica amministrazione Ibm Italia -.
Ma queste competenze non possono essere sfruttate all'interno di grandi organizzazioni, dobbiamo trovare altri sistemi. È un obiettivo urgente, perché il modo in cui si progettano le applicazioni sta per cambiare: è finita l'era in cui si studiavano a tavolino, per poi testarle. Oggi bisogna coinvolgere gli utenti nella progettazione, visto che conoscono meglio di noi di ciò di cui hanno bisogno". Nell'indagine condotta vi è anche l'invito rivolto ai manager, pubblici e privati, ad utilizzare i blog per istaurare una comunicazione più rapida ed efficiente fra istituzioni, imprese e consumatori e ad apprendere il linguaggio dei blogger per instaurare un dialogo privilegiato con soggetti «influential», capaci, cioè, di esercitare un ruolo di leadership nelle comunità online, e quindi di innescare processi di innovazione politica, culturale ed economica. Resta il problema della sicurezza: lo studio consiglia di fissare delle «guideline», regole prudenziali da seguire nella gestione dei contatti con elementi esterni evitando di eccedere nelle restrizioni che potrebbero risultare sgradite ai veri blogger, sostenitori del principio di trasparenza e democrazia. «La blogosfera - risponde Previtera - è un'agorà dove chiunque può dire qualsiasi cosa. Anche la comunicazione di grandi aziende o istituzioni ha diritto di cittadinanza. Intendiamo usare questi strumenti senza accettare lezioni su cosa sia un "vero" blog. E questo vale per tutte le altre tecnologie che consentono di lavorare in modo collaborativo, come My Space e You Tube. Che queste piattaforme aperte comportino sfide non ci spaventa». Ecco perché, spiega Previtera, ai 7 miliardi di dollari che Ibm già investe ogni anno in ricerca e sviluppo si intendono aggiungere ulteriori risorse: «Da impiegare nella collaborazione con le comunità online, interlocutori strategici in una prospettiva di apertura dei nostri laboratori verso il mondo esterno».

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martedì 11 settembre 2007

Oltre 140MILA euro in borse di studio per il Master CUOA in Innovazione d'Impresa

Sono di Askoll, Fondazione CUOA, Geox, Socotherm, Soremartec-Gruppo Ferrero e Camera di Commercio di Vicenza le borse di studio, per un totale di oltre 140MILA euro, messe a disposizione per partecipare al master CUOA in Innovazione d'Impresa.

Il master dei manager che gestiscono i processi d'innovazione in azienda è giunto alla terza edizione e vanta risultati di placement pari al 100%; tutti i partecipanti hanno, infatti, trovato un impiego attinente agli studi svolti entro un mese dalla conclusione del corso.

Risultato, questo, frutto anche della presenza, in tutte le fasi di progettazione e d'aula, di un gruppo di aziende partner che favoriscono la massima concretezza del master.
Si tratta di: Agenzia per lo Sviluppo del Trentino, Alcan Packaging Italia, Askoll Holding, Calearo Antenne, Camera di Commercio di Vicenza, Campagnolo, Climaveneta, Confindustria Vicenza, Ducati Motor Holding, Electrolux Professional, Eurotech, Forgital, Geox, IBM, IRSAP, Lowara, Porsche Italia, Socotherm, Stefanplast, Vodafone, ZF Padova.

Il master, diretto dal prof. Fabrizio Gerli, inizia il prossimo 19 novembre e si concluderà il 29 settembre 2008; si rivolge a laureati o laureandi di primo e secondo livello, preferibilmente in area tecnico-scientifica o economica, motivati alla gestione dell'innovazione, concreti, dinamici, propensi al lavoro in team.

Presentazioni al CUOA: 7 settembre, ore 15.00 e 15 ottobre, ore 14.30.
Selezioni al CUOA: 10 settembre, ore 9.00 e 2 e 22 ottobre, ore 9.00.

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